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Studio Monti - Centro Gestione Stabili | FAQ domande frequenti

Amministrazione di condominio, manutenzione condominiale, ripartizione spese tetto condominiale, sostituzione caldaia condominiale, disinfestazioni, pulizia scale, revoca, rumori molesti. In questa sezione lo Studio Amministrativo Monti - Centro Gestione Stabili risponde alle domande più frequenti sulle problematiche condominiali.
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FAQ risposte alle domande frequenti

Canna fumaria in facciata

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È possibile porre unna canna fumaria sulla facciata condominiale?

È un diritto fare uso della facciata esterna condominiale per l’appoggio della canna fumaria privata ad uso del proprio riscaldamento purchè rispetti le distanze minime e cioè cm. 75 dai balconi e dalle finestre di proprietà esclusive.

Infatti il principio regolatore della fattispecie è quello di cui all’art. 1102 del C.C. e confermato da giurisprudenza consolidata.

Tuttavia occorre segnalare che, ultimamente, secondo la più recente giurisprudenza, anche nel caso in cui l’appoggio della canna fumaria non potesse avvenire, se non con distanze inferiori a quelle legali, il condomino potrebbe porre in opera la sua canna fumaria.

Infatti la Cassazione (con Sentenza n. 15394 del 01/12/2004) ha stabilito che nei casi simili, le norme relative alle distanze legali debbano essere subordinate a quelle dell’uso delle cose comuni per un interesse primario (come è quello della messa a norma dell’impianto di riscaldamento).

Di recente, inoltre, la Corte di Cassazione si è espressa definendo la canna fumaria come accessorio di un impianto e non quale costruzione. Con la sentenza n. 2741 del 23 febbraio 2012 si esprime in merito all’installazione di una canna fumaria in tubo di acciaio sul fronte di un condominio, dichiarando che la stessa non costituisce costruzione bensì accessorio di un impianto (nella specie, forno).

 

Pertanto, a seguito della denuncia della illegittima installazione in aderenza al muro condominiale a ridosso della terrazza del piano attico, limitando la veduta e violando le norme sulle distanze nelle costruzioni, la Corte ha ritenuto che la legittimità dell’installazione vada valutata non con riferimento al pregiudizio del godimento della veduta (ex art. 907 c.c.) bensì con riferimento al principio desumibile dell’art.1102 c.c., secondo cui ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purchè non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso.