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Studio Monti - Centro Gestione Stabili | FAQ domande frequenti

Amministrazione di condominio, manutenzione condominiale, ripartizione spese tetto condominiale, sostituzione caldaia condominiale, disinfestazioni, pulizia scale, revoca, rumori molesti. In questa sezione lo Studio Amministrativo Monti - Centro Gestione Stabili risponde alle domande più frequenti sulle problematiche condominiali.
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FAQ risposte alle domande frequenti

Convocazione assemblea ad entrambi i coniugi

Convocazione assemblea ad entrambi i coniugi

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Condominio Delibera annullabile se la convocazione non viene trasmessa ad entrambi i coniugi
di Fulvio Pironti
La rappresentanza in giudizio per gli atti relativi all’amministrazione dei beni in comunione spetta ad entrambi i coniugi disgiuntamente.
L’amministratore deve trasmettere l’avviso di convocazione ad entrambi i coniugi. Nel caso in cui sia stato inviato ad un solo coniuge, la delibera assembleare potrà essere annullata ad iniziativa di quello pretermesso. È l’interessante precisazione resa dal Tribunale
La vicenda
La diatriba nasce dalla impugnazione della delibera azionata da una condomina, comproprietaria di due unità immobiliari con il marito, in quanto non era stata adunata all’assemblea. Perciò conveniva in giudizio il condominio per conseguire l’annullamento dei deliberati poiché assunti in violazione dì legge.
La decisione
Il decidente ha preliminarmente osservato che l’articolo 66 delle Disposizioni attuative Codice civile prescrive che la convocazione, contenente gli oggetti posti in discussione e l’indicazione dei giorni, luogo ed orari nei quali tenere le adunanze (prima e seconda), deve essere comunicato almeno cinque giorni antecedenti alla data fissata per la prima seduta. La trasmissione dell’avviso deve essere notiziata con le seguenti modalità alternative: posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax nonché consegna manuale. Qualora sia omesso l’invio, trasmesso con incompletezze o trasmesso intempestivamente agli aventi diritto, la delibera sarà assoggettata all’azione di annullamento. Ha poi rilevato che in caso di immobile in comunione indivisa, la convocazione d’assemblea deve essere notiziata a tutti i comproprietari in quanto soggetti legittimati ad impugnare le delibere assembleari lesive dei propri interessi. Perciò, richiamando il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità sul punto, e muovendo dalla citata previsione codicistica, il tribunale messinese ha ribadito che in linea generale l’omessa convocazione di un condomino costituisce motivo di annullamento delle delibere assembleari (Cassazione 17486/2006 e numero 10338/2014).
L’omessa convocazione è vizio procedurale La giurisprudenza è unanime nell’affermare che la omessa convocazione di un condomino, comproprietario di una unità abitativa, determina l’annullabilità della delibera assembleare in quanto vizio procedimentale. La legittimazione a chiedere l’annullamento spetta solo al condomino pretermesso (Cassazione 6735/2020). L’azione trova applicazione nella regola generale dell’articolo 1441 del Codice civile secondo cui l’annullamento può essere domandato solo dalla parte nel cui interesse è stabilito dalla legge. Nel merito della questione, il giudicante ha richiamato la nota pronuncia della Corte territoriale catanese secondo la quale la mancata convocazione di un coniuge in comunione legale determina l’annullabilità della delibera non avendo alcuna rilevanza l’avvenuta trasmissione della convocazione al coniuge convivente (Appello Catania 924/2019). Nel caso di specie, è risultata incontestata la omessa convocazione all’assemblea della consorte, comproprietaria delle unità immobiliari in regime di comunione con il marito. Nessuna influenza scaturisce dal perfezionamento dell’invito ad uno solo dei coniugi. In definitiva, il tribunale messinese, ha annullato la delibera assembleare opposta dal coniuge pretermesso nonostante la regolare convocazione dell’altro.
Considerazioni conclusive
Il diritto del coniuge comunista a ricevere la convocazione discende dall’articolo 1136, comma 6, del Codice civile il quale prescrive che «l’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati». La mancata convocazione di tutti i comproprietari dell’immobile indiviso sancisce l’irregolarità dell’assemblea sul presupposto che la legge impone la regolare convocazione di tutti gli aventi diritto. Laddove vi siano più comproprietari di una unità immobiliare ricompresa in un condominio, la convocazione deve pervenire ad ognuno di essi affinché possano individuare un loro rappresentante che intervenga alla assemblea secondo quanto prescrive l’articolo 67 delle Disposizioni attuative Codice civile. Nel caso di immobile ricadente in comunione legale coniugale, opererebbe l’articolo 18o, comma 1, del Codice civile sulla cui base la rappresentanza in giudizio per gli atti relativi all’amministrazione dei beni in comunione spetta ad entrambi i coniugi disgiuntamente. Ragion per cui ogni coniuge è legittimato ad intentare non solo qualsiasi azione che miri a tutelare l’immobile o il suo godimento, ma anche le impugnazioni delle delibere condominiali pregiudizievoli senza che sia indispensabile la partecipazione al giudizio dell’altro coniuge poiché non è ravvisabile il litisconsorzio necessario. Infine, va soggiunto che l’omessa convocazione di un coniuge non sarebbe nemmeno sanabile se quello regolarmente convocato interviene all’assemblea. Infatti, affinché la sua partecipazione possa valere anche per l’altro consorte è necessario che gli venga rilasciata una delega scritta.