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faq – domande frequenti

Studio Monti - Centro Gestione Stabili | FAQ domande frequenti

Amministrazione di condominio, manutenzione condominiale, ripartizione spese tetto condominiale, sostituzione caldaia condominiale, disinfestazioni, pulizia scale, revoca, rumori molesti. In questa sezione lo Studio Amministrativo Monti - Centro Gestione Stabili risponde alle domande più frequenti sulle problematiche condominiali.
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FAQ risposte alle domande frequenti

Il sottotetto non è sempre una parte comune

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Tra le problematiche più ricorrenti in condominio v’e quella di individuare esattamente quali sono beni ricadenti nella “proprietà, comune” dei proprietari delle singole unita immobiliari dell’edificio. L’articolo che viene in riferimento, a tal fine, e il 1117 codice civile la cui portata – di rilievo esemplificativo – e stata ampliata con l’intervento della riforma operata dalla legge 220 del 2012. 11 “sottotetto” che pub essere definito come il locale situato tra il solaio e ii tetto di un edificio e un “bene” inserito appena con la novella in questione. Ora, la Suprema Corte di Cassazione – con Sentenza 7482 del 2019, pubblicata in data 15.03.2019 (Giudice Relatore, dott. Antonio Scarpa) – ha appena esaminato una fattispecie riguardane la valutazione sulla relativa natura privata o condominiale. Sebbene il caso trattato traesse spunto da un procedimento instaurato ante-riforma (cioè prima dell’entrata in vigore della riforma), i giudici di legittimità, per dirimere la querelle hanno dato luogo all’applicazione dei principio generali. Invero, “Secondo, tuttavia, la consolidata interpretazione di questa Corte, sono comunque oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unita immobiliari dell’edificio, agli effetti dell’articolo 117 codice civile (in tal senso, peraltro, testualmente, integrato, con modifica, in parte qua, di natura interpretativa, proprio dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220) i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune (Cass. Sez. 6-2, 14/02/2018, n. 3627; Cass., Sez. 6 – 2, 10/03/2017, n. 6314; Cass. Sez. 2, 23/11/2016, n.23902; Cass. Sez.2, 30/03/2016, n.6143; Cass. Sez.2, 20/06/2002, n. 8968; Cass. Sez. 2, 20/07(199, n. 7764)”. Decidente e pere andato anche oltre la mera evocazione dei principi di cui sopra, marginalizzando i criteri attraverso cui e possibile distinguere i1 caso in cui ii «sottotetto» può ritenersi proprietà comune tra i proprietari delle singole unita immobiliari dell’edificio, dal caso in cui, invece, può ritenersi pertinenza privata. Al fine – cosi viene precisato in seno al provvedimento in commento conta, in assenza di titolo contrario, la strutturazione (id est, la funzionalizzazione) dei luoghi. Se il «sottotetto», ad esempio, risulta accessibile solo dall’interno dell’appartamento a cui esso e preordinato, e consta di un volume tale da non potersi equiparare ad un vano, ovvero assolva la funzione di camera d’aria per meglio isolare l’ambiente sottostante, dal caldo o dall’umidità, si pub legittimamente desumere che esso si di natura privata e non “comune”. Viceversa, la proprietà esclusiva del «sottotetto» potrebbe essere esclusa in tutti quei casi in cui condomini hanno libera facoltà di accedervi, oppure nell’ipotesi in cui all’interno di esso vi risultino collocati impianti condominiali, fungendo anche come “vani tecnici”. In altri termini, la proprietà del «sottotetto» si determina, innanzitutto, dal titolo e, in assenza dello stesso, facendo ricorso al requisito della funzionalità.

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