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Studio Monti - Centro Gestione Stabili | FAQ domande frequenti

Amministrazione di condominio, manutenzione condominiale, ripartizione spese tetto condominiale, sostituzione caldaia condominiale, disinfestazioni, pulizia scale, revoca, rumori molesti. In questa sezione lo Studio Amministrativo Monti - Centro Gestione Stabili risponde alle domande più frequenti sulle problematiche condominiali.
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FAQ risposte alle domande frequenti

Ripartire le spese in parti uguali, la Cassazione mette i paletti

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I criteri di ripartizione delle spese condominiali, stabiliti dall’articolo 1123 Codice civile, possono essere derogati, come prevede la stessa norma. In particolare, in assenza di limiti posti dalla norma in disamina, la deroga convenzionale ai criteri codicistici di ripartizione delle spese condominiali può arrivare a dividere financo in “quote uguali” tra i condomini gli oneri generali e di manutenzione delle parti comuni. L’assunto è stato appena ribadito dalla Corte di Cassazione con Ordinanza 24925/2019 (relatore Antonio Scarpa).
Nel qual caso occorre ricorrere ad una convenzione modificatrice della disciplina legale, la quale può essere contenuta sia nel regolamento condominiale – che perciò si definisce “di natura contrattuale” -, sia in una statuizione adottata dall’assemblea dei condòmini, laddove espressione diretta del consenso esplicito prestato da parte di tutti i partecipanti, nessuno escluso (in punto, Cassazione, Sezione seconda, 17/01/2003, n. 641).
La natura delle disposizioni contenute negli artt. 1118, comma 1, e 1123 Codice civile, non preclude, infatti, l’adozione di discipline convenzionali che differenzino tra loro gli obblighi dei partecipanti di concorrere agli oneri di gestione del condominio, attribuendo gli stessi in proporzione maggiore o minore rispetto a quella scaturente dalla rispettiva quota individuale di proprietà.
La stessa convenzione, se del caso, può anche prevedere l’esenzione totale o parziale per taluno dei condomini dall’obbligo di partecipare alle spese medesime (Cassazione civile, sez. 2, 04/12/2013, n. 27233; Cass. Sez. 2, 25/03/2004, n. 5975; Cass. Sez. 2, 16/12/1988, n. 6844).
La «diversa convenzione», di cui all’art. 1123, comma 1, Codice civile, quindi, può essere definita quale dichiarazione negoziale, espressione di autonomia privata, da cui risulti espressamente che tutti i partecipanti al condòminio, abbiano inteso derogare al regime legale di ripartizione delle spese (sulla definizione, si veda anche Cassazione Sezioni Unite, 09/08/2010, n. 18477)